Articolo apparso su Isola Basket il giorno 18/02/2015.
Disponibile qui.
mercoledì 4 marzo 2015
La Nuova Sardegna - Il progetto artistico dei Nadim Duo è diventato realtà - 14/02/2015
La Nuova Sardegna
Il progetto artistico dei Nadim Duo è diventato realtà
Il progetto artistico dei Nadim Duo è diventato realtà
Articolo disponibile anche qui.
SASSARI Sono un concentrato di umiltà, passione, professionalità, affidabilità. Il loro sogno? «Credo che il 90% dei nostri colleghi risponderebbe: "Avere successo". Per noi non è così, ma non perché non ci piacerebbe fare successo, anzi, tutt'altro. Semplicemente, il successo non rappresenta il nostro fine, ma il più bello ed affascinante mezzo per raggiungerlo». Per raggiungere quale fine? «Quello di far conoscere a più persone possibili le nostre canzoni, con le quali cerchiamo di spogliare la nostra anima e di trasformarla in parole e melodia». I Nadim Duo sono Gianni Carboni, sassarese con origini di Sorso, 30 anni, impiegato e Salvatore Marongiu, di Sorso, 28 anni, magazziniere. Il nome "Nadim Duo"? «Parola senza alcun senso compiuto se non quello di un casuale anagramma della Dinamo, squadra che tifiamo e che amiamo. Per curiosità abbiamo verificato se esistesse un significato e grazie al nostro amico Google abbiamo scoperto che Nadim è un antico nome arabo che significa letteralmente "compagni di bevute". E ricordo che noi in quel momento eravamo sia compari di nozze che di bevute. Non ci abbiamo pensato un attimo: quello sarebbe diventato il nostro nome!». Il termine duo, invece, deriva da un concetto di vita più che di musica: «Per noi, duo significa abbracciare un progetto comune e portarlo avanti a 360 gradi. Duo significa scrivere insieme le nostre canzoni,arrangiarle, registrarle, suonarle, cantarle, mixarle e vederle crescere». Il video del loro ultimo inedito "I sorrisi dell'anima..." (brano, melodia e immagini strepitosi, interamente autoprodotto con la regia di Giovanni Saturno e quarto di una lunga serie), uscito due giorni prima di Natale, ha sfiorato le 10mila visualizzazioni. Ora è tutto pronto per il prossimo inedito che verrà lanciato a giorni. Si intitola "Sempre più su" «e parla, fra le altre cose, di Sardegna, di unione, di sudore, di lavoro di squadra per raggiungere le vittorie». E poi il grande desiderio: «Stiamo lavorando per cercare qualcuno che creda in noi e che ci permetta di registrare e promuovere un album». (na.co.)
lunedì 2 marzo 2015
"Sempre più su" - Il nostro tributo alla Dinamo Sassari (testo completo)
Dopo le tante richieste ricevute da tantissimi tifosi della Dinamo, che ancora ringraziamo per l'enorme affetto che ci stanno mostrando, pubblichiamo il testo di "Sempre più su", nostro quinto inedito.
E' quasi impossibile riuscire a descrivere le emozioni che i tifosi ci stanno trasmettendo con i loro apprezzamenti.
"Sempre più su" è un pezzo che abbiamo scritto col cuore, il cuore Dinamo.
Abbiamo cercato di mettere in musica e parole tutti i brividi sulla pelle che ci ha provocato questo popolo meraviglioso, di cui facciamo orgogliosamente parte.
Ieri, oggi e sempre.
Non sapremo come andrà a finire, ma qualunque cosa accadrà questa canzone rimane e rimarrà quello che per noi è: il nostro tributo alla Dinamo Sassari!
TESTO
Quando le luci si accendono
e i battiti si fanno più forti
lasciati andare.
Noi siamo qua,
in qualche modo si farà
Sempre più in là ci spingeremo,
dove il cuore ci guiderà.
Sempre più forte canteremo
il grido di un’isola.
Di bianco si colora l’animo
che il mare tingerà di blu.
Supereremo ogni ostacolo
per arrivare sempre più su.
Insieme saremo un pugno dentro al petto,
vinceremo con rispetto.
E verranno giorni tosti,
dove anche un secondo ci separa dal sogno.
E voleremo e ce lo prenderemo,
frutto del sudore sarà.
Di bianco si colora l’animo
che il mare tingerà di blu.
Supereremo ogni ostacolo
per arrivare sempre più su.
C’è una festa nel nostro cuore,
non la potrai fermare tu.
Non ci farà paura una sfida in più,
uniti non si perde mai.
Di bianco si colora l’animo
che il mare tingerà di blu.
Supereremo ogni ostacolo
per arrivare sempre più su.
Insieme saremo un pugno dentro al petto,
vinceremo con rispetto.
E' quasi impossibile riuscire a descrivere le emozioni che i tifosi ci stanno trasmettendo con i loro apprezzamenti.
"Sempre più su" è un pezzo che abbiamo scritto col cuore, il cuore Dinamo.
Abbiamo cercato di mettere in musica e parole tutti i brividi sulla pelle che ci ha provocato questo popolo meraviglioso, di cui facciamo orgogliosamente parte.
Ieri, oggi e sempre.
Non sapremo come andrà a finire, ma qualunque cosa accadrà questa canzone rimane e rimarrà quello che per noi è: il nostro tributo alla Dinamo Sassari!
TESTO
Quando le luci si accendono
e i battiti si fanno più forti
lasciati andare.
Noi siamo qua,
in qualche modo si farà
Sempre più in là ci spingeremo,
dove il cuore ci guiderà.
Sempre più forte canteremo
il grido di un’isola.
Di bianco si colora l’animo
che il mare tingerà di blu.
Supereremo ogni ostacolo
per arrivare sempre più su.
Insieme saremo un pugno dentro al petto,
vinceremo con rispetto.
E verranno giorni tosti,
dove anche un secondo ci separa dal sogno.
E voleremo e ce lo prenderemo,
frutto del sudore sarà.
Di bianco si colora l’animo
che il mare tingerà di blu.
Supereremo ogni ostacolo
per arrivare sempre più su.
C’è una festa nel nostro cuore,
non la potrai fermare tu.
Non ci farà paura una sfida in più,
uniti non si perde mai.
Di bianco si colora l’animo
che il mare tingerà di blu.
Supereremo ogni ostacolo
per arrivare sempre più su.
Insieme saremo un pugno dentro al petto,
vinceremo con rispetto.
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sabato 6 dicembre 2014
Il nostro concetto di DUO
Il nostro concetto di duo va al di là della sua più comune e per certi versi banale interpretazione.
Non si limita ad un mero duetto in senso stretto, certo rispettabilissimo.
Non è un ordinario botta e risposta di strofe e ritornelli fra due voci diverse.
Il duo che intendiamo noi è qualcosa di diverso e di molto più profondo.
Per noi duo significa abbracciare un progetto comune e portarlo avanti in tutte le sue infinite sfaccettature, a 360 gradi, col massimo rispetto reciproco che meritiamo nell'affrontare le sue difficoltà.
Duo significa scrivere insieme le nostre canzoni, arrangiarle, registrarle, suonarle, cantarle, mixarle e portarle avanti per quello che per noi rappresentano e cioè la cosa più bella del mondo.
Certo non si può pretendere di andare d'accordo su tutto, ma abbiamo sempre trovato e continueremo a trovare la strada migliore da percorrere, per provare a raggiungere i nostri sogni.
Perché d'altronde, come diceva Paulo Coelho, "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni".
E noi correremo questo rischio, insieme.
Non si limita ad un mero duetto in senso stretto, certo rispettabilissimo.
Non è un ordinario botta e risposta di strofe e ritornelli fra due voci diverse.
Il duo che intendiamo noi è qualcosa di diverso e di molto più profondo.
Per noi duo significa abbracciare un progetto comune e portarlo avanti in tutte le sue infinite sfaccettature, a 360 gradi, col massimo rispetto reciproco che meritiamo nell'affrontare le sue difficoltà.
Duo significa scrivere insieme le nostre canzoni, arrangiarle, registrarle, suonarle, cantarle, mixarle e portarle avanti per quello che per noi rappresentano e cioè la cosa più bella del mondo.
Certo non si può pretendere di andare d'accordo su tutto, ma abbiamo sempre trovato e continueremo a trovare la strada migliore da percorrere, per provare a raggiungere i nostri sogni.
Perché d'altronde, come diceva Paulo Coelho, "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni".
E noi correremo questo rischio, insieme.
venerdì 10 ottobre 2014
"Le cinque chiavi" e il cuore a mille

Appena è uscito il libro Le Cinque Chiavi di Massimiliano Conteddu, in arte @istintomaximo, ho riflettuto per circa un secondo e mezzo e, appena terminato, non ho avuto alcun dubbio sul decidere di comprarne una copia.
In realtà devo ammettere che ho provato a comprarne ben 10, ma il sistema Amazon me l'ha impedito.
Era mia intenzione non essere egoista nel leggerlo soltanto io, ma avrei voluto regalarlo alle mie persone care per condividere queste emozioni con loro e per fargli capire il grave errore che ingenuamente commettono nel non conoscere, almeno artisticamente, Massimiliano.
Ma avrò modo di rifarmi, Amazon permettendo.
La motivazione di tutto ciò? E' molto semplice: questo ragazzo è un vero fenomeno.
L'ho sempre seguito su Twitter dal primo tweet che, casualmente, ho incrociato nella mia time line.
Anche la mia elevata simpatia per Twitter deve molto a @istintomaximo: senza di lui, probabilmente, non sarebbe stato lo stesso.
Da allora non l'ho più mollato e, nell'assistere allo spettacolo della sua straordinaria ascesa cinguettina (quando l'ho conosciuto aveva credo circa 500 followers e ora ne ha più di 25.000!), non ho provato un briciolo di sorpresa perché, da accanito sostenitore delle leggi della natura le quali in un modo o nell'altro vanno sempre a premiare i migliori, ho da subito pensato: "questo qui, spacca!".
Ho dovuto aspettare poco affinché le leggi della natura non mi deludessero.
E' stato, è e continuerà ad essere un trionfo strameritato, avvenuto giorno dopo giorno, tweet dopo tweet, senza che dietro vi siano state spinte e camuffi tipicamente italiani da parte di manager, politici, apparizioni telecomandate in tv, lobby editoriali o merdacce simili.
Tutta farina del suo sacco, un sacco stracolmo di talento.
Un talento autentico, gigantesco nella sua semplicità ma, soprattutto, umile.
Quando hai tutte queste aspettative, come le avevo io, rimanere delusi è un nanosecondo.
E invece no, non c'è stato spazio per alcuna delusione, ma solo per la conferma, assolutamente attesa, di tutte le cose che vi ho scritto sopra.
Questo libro è incredibile.
Ti rapisce nel vero senso della parola e non hai nessuna speranza che qualcuno paghi il riscatto per il tuo ritorno a casa.
@istintomaximo fa un dispetto a tutti i cardiologi del mondo, che già immagino nella prima class action di medici contro uno scrittore.
Perché il rischio di un attacco di cuore dovuto a troppe emozioni è reale.
Pagina dopo pagina, non sono riuscito a staccare gli occhi dal mio smartphone nemmeno per un attimo, e non lo avrei fatto neanche se mi avessero preso con la forza dieci bulldozer palestrati.
E' un susseguirsi di un mix fra commozione, immaginazione, eccitazione e sorrisi.
Difficile immaginare un esordio qualitativamente migliore per uno scrittore.
Il viaggio del protagonista Alessio, all'interno di quel castello pieno di stanze qual'è la vita, aperte dalle cinque chiavi più importanti di ognuno di noi, è in realtà il viaggio di un po' tutti.
E' che nessuno sarebbe in grado di raccontarlo meglio di Massimiliano.
Impossibile non rispecchiarsi in almeno una sfaccettatura di ogni chiave narrata nel libro.
Impossibile non fermarsi a leggere, in alcuni casi anche decine di volte, una stessa frase che, da quanto bella, ti tramortisce quanto un gancio sinistro di Rocky al mento.
Impossibile leggerlo e non sognare ad occhi aperti una scena, un'immagine, un paesaggio, un abbraccio, una chiacchierata, un senso di colpa, un bacio, un brivido che tu non abbia già vissuto nella vita, anche se avessi solo 10 anni.
Ti viene voglia di avere in ogni muro di ogni stanza della tua casa un poster con scritti alcun spezzoni del libro, per rileggerli in ogni momento.
I battiti del tuo cuore iniziano ad aumentare e fermarli è un gran casino.
Il passaggio da un tweet di 140 caratteri ad un libro è stato il più bello fra tutti quelli che potevo immaginare.
E spero che sia solo il primo di una lunga serie.
La pubblicazione di questo libro non è infatti il culmine della sua avventura nata su Twitter, ma semplicemente un nuovo inizio, una nuova fase di un percorso di inconsueto fascino che per nessun motivo al mondo deve finire.
@istintomaximo ha dimostrato agli inspiegabilmente ancora scettici, che con le parole si possono fare cose miracolose, che sono esse la forza più grande dell'uomo, la cosa più grande che egli abbia inventato.
Con le parole puoi spostare il mondo senza sforzare alcun muscolo, puoi rendere una persona la più felice del mondo, puoi lasciare ricordi indelebili.
Lui è riuscito a fare tutto questo.
Chiudo con l'unica, vera, grande pecca di questo libro: fate molta attenzione, può creare dipendenza.
E' che io l'ho già perdonato.
Gianni
Gianni
venerdì 10 gennaio 2014
Inglesismi forzati? Non ci piacciono!
Va bene che l'inglese è la lingua più diffusa del mondo.
Va bene che se giri per il mondo e vuoi farti capire, devi parlare inglese.
Va bene che è la lingua più musicale del pianeta.
Va bene che lo insegnano a scuola fin dalle prime età.
Va bene tutto, ma con questo articolo vogliamo esternare la nostra contrarietà all'abuso spropositato dell'inglese in tutti gli aspetti della nostra quotidianità.
E' impressionante come l'inglese sia entrato in troppe nostre parole, mescolandosi ad esse o molto spesso addirittura sostituendole.
Siamo d'accordo sul fatto che in alcuni casi sia più comodo e consono utilizzare degli inglesismi ormai consolidati nella nostra cultura.
Si pensi ad esempio, la prima cosa che ci viene in mente casualmente, a parole come ok, stop, cd, fan e tantissimi altre.
In questi casi il termine è talmente radicato che è come se parlassimo in italiano.
Ma noi ci riferiamo proprio all'esagerazione ormai dirompente e francamente insopportabile.
Così la musica dal vivo diventa live music.
Una sessione acustica diventa acoustic session.
Una versione acustica di un brano diventa unplugged version.
La maggior parte dei gruppi musicali tendono a chiamarsi con un nome inglese anche se sono italiani.
Basta!
Non se ne può davvero più.
Sei italiano? Chiamati con un nome italiano!
Sei italiano e abiti in Italia? Parla italiano!
Sembra quasi che storpiare le cose o chiamarle in inglese faccia figo.
A volte sembra che sia una sorta di soggezione, oppure una specie di gelosia.
Ma perché dobbiamo parlare in inglese se siamo italiani e siamo in Italia?
Che senso ha?
Fatevene una ragione: siamo italiani!
Vi può piacere o meno, ma è così.
E' brutto voler essere delle altre cose rispetto a quello che si è.
E infatti, come potete notare, nella nostra foto di presentazione abbiamo voluto scrivere musica dal vivo e sessioni acustiche, rigorosamente in italiano.
E infatti, come potete notare, nella nostra foto di presentazione abbiamo voluto scrivere musica dal vivo e sessioni acustiche, rigorosamente in italiano.
Per chiudere, come dicono dalle nostre parti: fabedda tricolore! :)
Gianni
Gianni
lunedì 16 dicembre 2013
Patamu e la nuova frontiera del Copyright
Creare pezzi propri è una delle parti più belle ed affascinanti della nostra passione, che stiamo condividendo insieme.
Ma questo non c'entra nulla con la protezione del brano.
:)
Gianni
Lo facciamo con molta naturalezza e i risultati finora ottenuti ci hanno soddisfatto parecchio, insieme all'apprezzamento ricevuto dal nostro pubblico, che ci dà ancora più entusiasmo per continuare.
Fra cover e un pezzo proprio non c'è dubbio: è molto più gratificante il secondo, ma molto. E riguarda tutta la fase della sua vita: ispirazione (quasi sempre un fatto realmente accaduto), creazione della parte musicale, scrittura del testo, arrangiamento, registrazione ed esibizione.
Una volta che si decide di comporre pezzi propri, la prima domanda da doversi porre è: in che modo tutelare la propria opera?
Il primo consiglio che vogliamo darvi è: occhio a non sottovalutare questa domanda.
Mi è capitato molte volte di sentire degli amici/conoscenti sminuire l'importanza di questo aspetto, facendolo passare come una sorta di passo da fare, si, ma senza fretta.
Primo errore.
Può sembrare inizialmente strano, ma se il pezzo è un buon pezzo e qualche male intenzionato lo ascolta, state pur certi che il rischio di furto esiste, eccome.
E non credo che sia una cosa bella sentire un proprio pezzo, qualche tempo dopo, cantato da altri e trasmesso in qualche radio senza il vostro permesso, ma soprattutto utilizzato a fini di lucro da altre persone.
La prima cosa che viene in mente in questi casi è: mi devo iscrivere alla SIAE.
Secondo errore.
Purtroppo c'è molta reticenza da parte del nostro sistema informativo a diffondere sui mass media un po' di formazione sul diritto d'autore.
Diciamo le cose come stanno: il diritto d'autore in Italia è in mano ad una vera e propria casta, nell'accezione più negativa del termine.
Purtroppo viviamo nel paese delle caste e dei tanti indebiti privilegi in mano a pochi.
Privilegi acquisiti e mai realmente combattuti, per via di un'infinità di conflitti di interesse presenti trasversalmente nel nostro sistema-paese, che poi vanno inevitabilmente a ripercuotersi sulla parte più fragile del paese, ovvero la maggior parte di noi.
Pertanto l'automastismo "scrivo pezzi miei = mi devo iscrivere alla SIAE" è comprensibile che avvenga, per lo meno all'inizio.
Però, navigando su internet, si scopre che in realtà non è affatto così.
Bisogna infatti fare due grandi e nette distinzioni: la protezione della propria opera e l'intermediazione finanziaria per poter da essa trarre profitto (o meglio, ricavo!).
Per protezione della propria opera si intende meramente il fatto che bisogna poter dimostrare, attraverso un sistema riconosciuto dall'ordinamento giuridico (ovvero avente valore legale), che la nostra opera è effettivamente nostra, cioè se siamo stati proprio noi i primi a crearla e quindi a custodirla in una "cassaforte".
In modo che, in caso di appropriazione indebita da parte di un terzo soggetto, si possa essere nelle condizioni di poter dire banalmente: "no caro mio, quest'opera è mia, e ora ti dimostro che l'ho creata prima e che tu, quindi, me l'hai copiata".
Bene, per fare questo non c'è bisogno della SIAE.
Ripeto per i più disattenti: per poter proteggere una propria opera non è necessario registrarsi alla SIAE.
E se lo volete provare con mano vi consigliamo la bellissima piattaforma Patamu, che stiamo utilizzando anche noi: un progetto italiano, creato da giovani ragazzi italiani, che offre in modo principalmente gratuito un sistema legalmente valido per poter tutelare le proprie opere, attraverso il protocollo informatico della marcatura temporale. Il sistema rispecchia quello della firma digitale ma è applicato alle opere d'ingegno.
Per tutti i dettagli tecnici rimandiamo alla descrizione del sito nonché alle FAQ, che sciolgono ogni dubbio.
Riteniamo doveroso mettere alla conoscenza di più persone possibili l'esistenza di tale iniziativa, tra l'altro Made in Italy, per poter tutelare le proprie opere senza fare arricchire i soliti noti della SIAE.
Complimenti ai fondatori di Patamu, in bocca al lupo per il proseguo del vostro progetto.
Una cosa è certa: avrete il nostro sostegno!
Diverso è, invece, il discorso di voler guadagnare da quell'opera.
Purtroppo, per questo aspetto vince il vergognoso monopolio della SIAE.
Nel senso che, se un autore vuole utilizzare la propria opera per metterla a reddito, deve per forza iscriversi alla casta delle caste.
Esempio banale: chiunque voglia diffondere della sana musica dal vivo deve pagare la SIAE, compilando la lista delle canzoni da voler eseguire; il compenso che paga alla SIAE, che varia a seconda della tipologia di serata (fasce di numerosità di pubblico, luogo fisico, tipologia di diffusione ecc.), viene poi distribuito in modo molto discutibile fra vari soggetti, compresi ovviamente gli autori.
Ecco, se vogliamo che una delle nostre opere possa essere inserita in tali liste, dette anche borderò, in modo da poter poi ricevere il relativo compenso, bisogna essere registrate obbligatoriamente alla SIAE.
Ma questo non c'entra nulla con la protezione del brano.
Tra l'altro, cosa fondamentale, se non siete Vasco Rossi o Laura Pausini, è molto difficile che i ricavi che ottenete dalla SIAE, per le compilazioni dei borderò con i vostri brani, coprano i costi di iscrizione e permanenza in SIAE, tra l'altro sempre in aumento.
Non abbiamo in mano delle statistiche ufficiali ma sono sicuro che la maggior parte degli iscritti alla SIAE abbia i costi maggiori dei ricavi, difficilissimo il contrario.
Questo, inoltre, vale non solo nella musica ma in tutte le altre tipologie di opere d'ingegno.
Dunque, perché complicarsi la vita e arricchire i soliti noti?
W Patamu.
W il Copyright 2.0..
E abbasso la SIAE.
:)
Gianni
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